Ma quale autunno? Ma quale tristezza che riempie i vuoti lasciati dall’estate? Perchè lasciarsi intimidire dal cielo plumbeo e rimanere incollati sul divano come se fossimo trattenuti da un magnete? Agire, reagire, assecondare la propria passione e la voglia di condividere qualche ora con gli amici: ottime medicine naturali contro l’apatia che rischia di sopraffarci a causa del grigiore di una domenica di ottobre.

3 ottobre. Sono le otto e mezzo, e gli occhi ancora sonnolenti faticano a individuare i capi tecnici dentro l’armadio affollato: farà freddo, pioverà, uscirà il sole? Non c’è fretta nel prepararsi tanto la colazione la faremo fuori, offerta dal nostro Presidente, sorseggiando tè, caffè, e gustando torte e crostate casalinghe, chiacchierando con gli amici e percorrendo con lo sguardo le moto schierate: la propria, le altrui, e quelle nuove esposte nel concessionario. Giubbotto allacciato, casco calzato, guanti infilati. Qualche secondo per scaldare il motore posto a un metro sotto al cuore, e si parte per giungere puntuali alle 9.30 da Galvanone Moto. Qui sostiamo un’oretta per attendere che ci raggiungano tutti gli amici, e nell’attesa ne approfittiamo per fare e rifare la colazione provando tutti i tipi di torte a disposizione. Il tè caldo è un buon corroborante, e la temperatura non è poi così bassa. Alle 10.30 non abbiamo più voglia di stare giù dalla sella: si parte ordinati e tranquilli per affrontare la trasferta di….quattro chilometri che ci separa dal campo sportivo dell’oratorio di Golasecca. Giunti a destinazione sbrighiamo in pochi istanti la pratica del parcheggio: in men che non si dica tutte le moto sono allineate e occupano l’intero lato corto del campo da calcio; quasi fosse una prova generale per la benedizione che sarà impartita dopo la messa, le nostre dolci metà metalliche sono colpite da una leggera quanto impalpabile pioggerellina.

Sebbene gli abitanti di Golasecca siano abituati a riceverci nel mese di Ottobre di ogni anno, il rombo dei motori, il carosello delle moto e l’assortimento dei personaggi che giungono su di esse suscitano sempre curiosità nelle persone che nel frattempo prendono posto sulle panchine, o si affacciano ai balconi degli edifici circostanti. Inizia quindi la messa, dove le pause della liturgia trovano il loro posto al passaggio degli aerei sopra le nostre teste. La nostra Samantha legge per tutti i presenti la preghiera del motociclista, mentre al termine della funzione il parroco, Don Oliviero, passa in rassegna tutti i motociclisti che sono corsi a fianco delle rispettive fidate motociclette: viene loro impartita la benedizione, e sono anche omaggiati di una medaglietta benedetta.

Per il resto della giornata abbandoniamo il sacro, immersi in quel profano che tanto ci piace… Si inizia col comporre il biscione di mezzi roboanti che andrà ad insinuarsi per le poche e strette vie di Golasecca, per giungere alla discesa che collega Coarezza con il fiume Ticino. Ci fermiamo per l’aperitivo offerto a tutti i partecipanti: ricco, gustoso, in un baretto con tanto di camino e vista sul letto del fiume azzurro. Brindiamo tra amici, poi si gira attorno alla boa per tornare all’oratorio di Golasecca dove ci viene servito il pranzo. Alle 14.30 circa facciamo due passi nei dintorni per dare un’occhiata ad un agriturismo, ai boschi che lo circondano, e ad una tipica abitazione dei soci golasecchesi del Moto Club Golasecca. Sono ora le quattro del pomeriggio e lungo la schiena inizia a risalire un pizzicore: sintomo che la voglia di salire in sella sta per sopraffarci… Decidiamo allora di congedarci dagli Amici del San Michele e di raggiungere la castagnata che si sta tenendo a Varallo Pombia, ma una volta là decidiamo di proseguire e di andare in un posto un po’ più tranquillo: tipo Comignago, tanto c’è una castagnata anche lì. Che però ci lascia a bocca vuota perchè le castagne sono quasi finite, e ci dobbiamo accontentare di mangiare più o meno due dei caldi frutti autunnali a testa… Che i soci del nostro Moto Club debbano restare con gli stomaci brontolanti non è buona cosa, e forse non è nemmeno permesso dal regolamento… Ragion per cui si mettono mani e natiche sulle moto e impostiamo la rotta per Mezzana, frazione di Somma Lombardo, ristorante-pizzeria, dove finalmente si impugnano le armi di cui siamo maestri: coltello e forchetta!

Sono ormai passate le nove della sera quando facciamo ritorno a casa. Dodici piacevoli ore trascorse in compagnia. Come dice Piero “chilometri pochi, risate tante”!

 

Qui le immagini della giornata.