Pur non essendo una gita inserita nel calendario ufficiale, l’uscita di domenica scorsa ha avuto un discreto numero di presenze: 20 moto hanno sfilato ordinatamente lungo la nostra Provincia ed il Verbano, fino a sbucare in Svizzera e rientrare da Zenna in Italia.

Il ritrovo era fissato alle nove della mattina così da garantire una partenza rilassata e mezzora di sonno in più a chi ama sia le due ruote che le quattro gambe del letto…

Da mattina a sera il gruppo è stato accompagnato dal sole che non ci ha praticamente mai lasciati, tanto in pianura quanto ai 1.395 metri dell’Alpe di Neggia, che lungo i tornanti della Val Veddasca e di fronte al Lago Maggiore, all’altezza di Zenna. La legione di cavalli d’acciaio è stata unita dalla partenza fino alla sosta-gelato a Zenna; poi il tempo è mutato in pochi minuti e un forte temporale ci ha accolti appena ripartiti dalla pausa. Alcuni hanno proseguito imperterriti, altri si sono fermati per indossare la tuta antipioggia, altri ancora erano indecisi sul da farsi. Ecco quindi che ci siamo persi di vista e a piccoli gruppi ci siamo diretti verso casa.

Ciò nonostante la giornata è stata davvero piacevole: si è andati al trotto verso il Lago Maggiore passando da Brebbia, per poi costeggiarlo fino alla spiaggia di Caldè dove abbiamo spento i motori per un caffè caldo e per arruolare altri motociclisti che lì ci aspettavano. Una curiosità: ci siamo ritrovati nel bel mezzo di un ritrovo di atleti amatoriali, per cui è stato davvero simpatico vedere persone bardate con pelle, goretex e protezioni, mischiarsi con gente in mutandoni, t-shirt e scarpe ginniche.

Successivamente abbiamo cambiato bacino: dal Maggiore ci siamo diretti al Lago Delio lungo i bei tornanti che da Maccagno salgono verso le dighe di contenimento che hanno mutato l’aspetto dell’escavazione glaciale da cui origina il Delio. Là giunti verso le 11:30 ci si è sgranchiti le ossa chiacchierando tra le moto e godendo del panorama offerto dall’insieme dei monti innevati e dell’acqua tra loro incastonata a mò di lapislazzuli; repentinamente sono saltati fuori dai bauletti le borse termiche con le provviste: la fame ci ha colti di sorpresa e così ci si è accomodati per pranzare.

Verso le 14:20 il gruppo è ripartito addentrandosi in Val Veddasca e raggiungendo l’Alpe Neggia, dove ci si è fermati qualche attimo per un tuffo tra la neve e per qualche foto ricordo; molte decine di tornanti e di curve impossibili ci hanno quindi consegnati alla Svizzera e a Zenna. La discesa è stata fluida ma con un po’ di tensione dovuta al pessimo fondo stradale: acqua, aghi di pino, brecciolino, fango e qualche…cumulo organico hanno assimilato il pilota allo sciatore da Super-G. Purtroppo si annovera anche una scivolata dovuta alle condizioni del mondo sotto alle nostre due ruote: una sbucciatura, un po’ di rabbia, ma per fortuna nulla di grave!

Verso le 16:30 la già citata pausa-gelato: il rinfresco della preziosa crema fredda è stato prolungato dalla pioggia.

Lo sfoltimento del gruppo negli ultimi chilometri verso casa, la pioggia che limitava la vista, i rumori attutiti dal casco chiuso hanno dato la possibilità di ripensare alla giornata con calma, quasi in solitudine. Di certo a detta di tutti i partecipanti i luoghi visitati e le strade che li uniscono sono stati molto gradevoli; la compagnia come al solito cordiale e allegra. Il numero di amici con cui abbiamo condiviso l’esperienza è stato sicuramente più alto del previsto e ciò ha reso ancora più divertente le ore passate insieme. Importante anche la presenza di nuovi amici che hanno sperimentato la loro prima uscita con il nostro Moto Club.

Da settimane, mesi direi, le emozioni erano parcheggiate nel box sotto casa aspettando di essere avviate, e il tempo che passa, si sa, inpolvera un po’ i ricordi; sarà per questo motivo che qualcuno ha riscoperto tra le curve che si può essere liberi e volare come un uccello anche senza staccarsi da terra, anche seduti sopra a 250kg di freddo metallo. Uno strano volo, radente, anche faticoso, ma che regala le stesse suggestioni di un bambino che sogna di volare seduto sopra al proprio aquilone: tra lui e il sogno, solo un filo.

 

Qui le immagini della gita.